Lorella Zanardo al centro giovani il 18 febbraio

Lunedì 18 febbraio alle ore 21 al centro giovani di Scandiano (viale Diaz 17) verrà recuperato l’incontro – intervista tra l’attrice/autrice Syusy Blady e la giornalista blogger Lorella Zanardo, rimandato lo scorso mese di gennaio. Si tratta dell’ultimo appuntamento della rassegna Tempi Reali. Sguardi femminili sulla contemporaneità, organizzata dal’amministrazione comunale di Scandiano, in collaborazione con la commissione pari opportunità. Durante l’incontro  verrà approfondito l’argomento riguardante l’educazione all’immagine come strumento di partecipazione attiva, tramite un’attenta analisi di Senza chiedere il permesso, ultima fatica editoriale della Zanardo, dedicata alle ragazze e ai ragazzi. “Li ho ascoltati e ho creduto in loro. Inizia da ciò che mi hanno detto e scritto, tiene conto di quello che mi hanno domandato e propone un modo concreto per continuare – ha detto l’autrice – Ci ho messo, anzi ci abbiamo messo, tutta la passione possibile. Spero vi coinvolgerà”.

Inoltre martedì 19 dalle ore 9, Lorella Zanardo sarà ospite di alcune classi terze e quarte nell’aula magna dell’istituto superiore P. Gobetti, dove illustrerà il progetto dedicato ai giovani  tratto da Senza chiedere il permesso, che sta facendo il giro degli istituti superiori italiani con notevole successo, grazie all’impegno della blogger. Secondo Zanardo, uno dei grandi limiti nella crescita delle nuove generazioni in Italia è la profonda differenza nel tasso di sviluppo tra comunicazione e formazione. Nel nostro paese sembra essere venuto meno ogni proficuo legame tra questi due ambiti, entrambi decisivi nel progresso di una comunità complessa. Cause principali: lo sviluppo senza regole del sistema televisivo, appiattito sul modello del puro sfruttamento commerciale; il sistematico impoverimento delle risorse destinate all’educazione pubblica. Oggi la maggioranza del pubblico italiano dei media a larga diffusione non può essere definita competente, nel senso che non si tratta di veri utenti ma di consumatori passivi.
Questa lacuna, grave in un sistema sociale dominato dalla comunicazione mediatica, è ben evidenziato da un altro elemento, sorprendente: gli italiani di fronte ai mass media si comportano in modo uniforme, a prescindere dal grado di scolarizzazione. “Nessuna istituzione ha fino ad oggi affrontato un’azione decisa e chiara per rimettere la scuola al centro della funzione educativa, posizione messa in discussione dall’impatto dei mass media – ha ricordato Zanardo –  E questo è possibile solo preparando gli insegnanti ai problemi e agli strumenti della comunicazione mass mediatica, in modo che siano capaci di dare orientamento ai loro alunni in un ambito così importante. E’ questo il compito della Media Education nell’approccio che noi sposiamo: educare sì ai media e con i media, ma più di tutto attraverso i media puntare alla diffusione del sapere e della lettura del reale”.

 

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