Lorella Zanardo conquista il centro giovani

Centro giovani davvero pieno, anche per il terzo appuntamento con la rassegna I Tempi Reali delle donne, promossa dall’amministrazione comunale di Scandiano in collaborazione con la commissione pari opportunità: ieri sera, lunedì 18 febbraio protagoniste sul palco della sala Casini Syusy Blady e una Lorella Zanardo in ottima forma, a raccontare lo scellerato filo conduttore che lega donne, tv, corpi, mancato processo di emancipazione in un crescendo di esempi ed approfondimenti.  Lo strapotere della televisione nel sistema nazional-popolare degli ultimi 30 anni è stato in grado di orientare scelte, comportamenti sociali, costumi, modificando la concezione di genere. E come per paradosso la nudità esibita ha inasprito le distanze tra uomini e donne, non si è trasformata in un riscatto di genere ma ha generato un forte imbarbarimento nelle relazioni tra i due sessi, creando terreno facile per condizioni di subalternità nel genere femminile.

Zanardo ha parlato nello specifico di deumanizzazione, oggettivazione del corpo della donna, prevaricazione: complessivamente una cruda analisi, che non lascia scampo e non facilita alcuna condizione di riscatto.

Davvero significativi anche gli approfondimenti proposti, attraverso estratti di trasmissioni tv commentati dal palco, a sottolineare come tutto ciò che viene trasmesso sia frutto in realtà di decisioni e scelte ben precise, scelte di campo, di “inquadrature ginecologiche”, come lei stessa le ha definite. “L’80% delle volte nelle trasmissioni – ricorda Zanardo -  la donna viene presentata e poi inquadrata dal basso verso l’alto e non le viene data la parola, l’uomo invece viene ripreso frontalmente e lo si fa parlare”.

Si profila quindi necessaria secondo la giornalista una presa di coscienza collettiva, un ribellarsi a queste regole che sono quelle del mercato alle quali la tv pubblica, di stato, non deve sottostare. Vi sono infatti altri paesi nei quali queste immagini non compaiono, perchè non è permesso.

Secondo Zanardo infine, solo attraverso le nuove generazioni si può pretendere di cambiare qualcosa: è anche per questa ragione che l’autrice sta girando diverse scuole italiane, con un progetto che si dà l’obiettivo ambizioso di risvegliare le coscienze delle giovani generazioni, tratto dal suo libro Senza chiedere il permesso. Zanardo ha presentato il progetto questa mattina, martedì 19 febbraio, presso l’istituto P. Gobetti di Scandiano, per parlare di uno dei grandi limiti nella crescita delle nuove generazioni in Italia, cioè la profonda differenza nel tasso di sviluppo tra comunicazione e formazione. Nel nostro paese sembra essere venuto meno ogni proficuo legame tra questi due ambiti, entrambi decisivi nel progresso di una comunità complessa. Cause principali: lo sviluppo senza regole del sistema televisivo, appiattito sul modello del puro sfruttamento commerciale; il sistematico impoverimento delle risorse destinate all’educazione pubblica. Oggi la maggioranza del pubblico italiano dei media a larga diffusione non può essere definita competente, nel senso che non si tratta di veri utenti ma di consumatori passivi.
Questa lacuna, grave in un sistema sociale dominato dalla comunicazione mediatica, è ben evidenziato da un altro elemento, sorprendente: gli italiani di fronte ai mass media si comportano in modo uniforme, a prescindere dal grado di scolarizzazione. E’ per questa ragione che la scuola diventa interlocutore privilegiato, proprio per spezzare tale perversa catena.

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