Il Premio Lazzaro Spallanzani ad una giovane studiosa

premio_spallanzRossella Baldi (classe 1980) frequentante l’Università di Neuchatel in Svizzera, ha oggi ricevuto il primo premio che porta il nome del famoso naturalista scandianese.

Promosso dal Comune di Scandiano, nell’ambito delle celebrazioni del ventennale della fondazione del Centro Studi Lazzaro Spallanzani, il premio è stato riservato a giovani studiosi di età non superiore ai 35 anni. I candidati dovevano realizzare un breve saggio avente come oggetto un argomento legato alla storia della scienza con particolare riferimento al Settecento.

La commissione giudicatrice, formata da 9 accademici e presieduta dal prof. Paolo Prodi ha ricevuto 12 elaborati, tutti significativi, qualitativamente buoni e scientificamente validi.

La vincitrice è risultata Rossella Baldi che ha presentato un saggio dal titolo Bisogna con la natura spiegar la scrittura: les cabinets de curiosités naturelles de Louis Burguet et d’Abraham Gagnebin incentrato su raccolte naturalistiche svizzere sei-settecentesche.
La giovane riceverà un premio in denaro di 1500 euro.

La cerimonia di premiazione si è tenuta sabato 13 aprile a Scandiano presso la sala del Consiglio Comunale alla presenza del Sindaco Alessio Mammi, dell’Assessore Giulia Iotti e del Presidente del Centro Studi L. Spallanzani Bruno Cavalchi.
Il sindaco ha ringraziato il centro studi per l’importante lavoro che da oltre 20 anni sta portando avanti e ha sottolineato quanto la cultura sia fondamentale per la crescita di un territorio. “L’obiettivo che ci poniamo -a aggiunto Mammi – è far nascere nuove culture, nuovi punti di vista, vogliamo che nascano nuovi Spallanzani e nuovi Boiardo”.
A consegnare i premi è stato il presidente della Commissione di Valutazione del premio professor Paolo Prodi, il quale ha sottolineato l’importanza di aprire ai giovani, “perchè – ha proseguito Prodi – se chiediamo ai giovani di partecipare la risposta viene e lo abbiamo visto in quest’occasione, dove non ci si aspettava una risposta così numerosa di concorrenti su un premio che aveva anche richieste molto restrittive e precise”.

Al secondo posto è giunto Francesco Luzzini (classe 1977) con un saggio dal titolo An unconfortable, yet wonderful journey. Antonio Vallisneri and his exploration of the Northern Appennes che sulla base di un manoscritto inedito recentemente ritrovato presso l’Archivio di Stato di Reggio Emilia, ricostruisce il viaggio naturalistico condotto dallo scienziato Antonio Vallisneri sugli Appennini, da Scandiano alla Garfagnana.

Al terzo posto si è classificato il saggio dal titolo La sceltissima biblioteca di Luigi Ferdinando Marsili. Profilo di una raccolta scientifica di inizio Settecento della giovane Ilaria Bortolotti (classe 1986) il lavoro conduce una attenta analisi della Biblioteca dell’Istituto delle Scienze di Bologna, avvalendosi di inventari settecenteschi.

 

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