Lo scandalo del contraddirmi. Pasolini Profeta civile.

pasolini1In occasione del 40° anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini l’Amministrazione comunale di Scandiano, città in cui egli visse per un breve periodo (1935-1936) durante la giovinezza, intende ricordarlo con una rassegna di appuntamenti dal titolo “Lo scandalo del contraddirmi. Pasolini Profeta civile” che si realizzeranno da ottobre 2015 ad aprile 2016 per contribuire a far conoscere il pensiero lucidamente critico, lungimirante e poetico, del grande intellettuale e artista italiano.
“L’Amministrazione comunale di Scandiano” afferma il Sindaco Alessio Mammi “continua anche quest’anno, in un anniversario importante, ad omaggiare la figura di Pasolini per l’eredità che questo personaggio ha lasciato a tutti noi, la pratica di un confronto ironico e critico con il proprio tempo e la propria società nella piena consapevolezza della responsabilità che lega il singolo individuo al contesto sociale in cui è collocato. Già nel 2012 l’Amministrazione aveva organizzato presso la Rocca dei Boiardo un convegno su Pasolini e i giovani che approfondiva le modalità con le quali l’autore aveva affrontato il tema della gioventù, analizzando i rapidi e traumatici cambiamenti che caratterizzavano la società italiana. Scandiano è particolarmente vicina alla figura di Pasolini che proprio qui visse importanti momenti dei suoi anni di formazione giovanile, cogliamo quindi questa ricorrenza come un’importante opportunità per approfondire alcuni aspetti del suo pensiero critico e della sua acuta intelligenza. La rassegna ha il patrocinio del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e della Commissione istituita dal Ministro Franceschini per il 40° della morte di Pasolini, della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Reggio Emilia. Un ringraziamento particolare va al Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna che nel 2012 come oggi ha collaborato con noi mettendo a disposizione le competenze i materiali in loro possesso.”
pasolini2“Pasolini con le sue opere, i suoi articoli appassionati e critici, i suoi molteplici interventi televisivi” continua l’Assessore ai Saperi Alberto Pighini “negli anni ha suscitato discussioni, confronti e interpretazioni, ha aperto dibattiti nati dalle sue riflessioni, mai scontate, sempre in controtendenza, qualcuno ha detto anche preveggenti e comunque ancora oggi di grande attualità, capaci di far pensare tutti e di scuotere le coscienze di chi è capace di mettersi in discussione. Credo che questo sia un insegnamento da portare avanti, uno stimolo oggi indispensabile, che come Amministrazione intendiamo cogliere con la programmazione di questi appuntamenti che rivisiterà le parole, le idee, gli scritti, le opinioni di una mente libera e instancabile attraverso i molteplici linguaggi e le diverse discipline che caratterizzano la nostra cultura contemporanea. Proporremo a tutta la cittadinanza, con un’attenzione particolare sempre alle giovani generazioni, letture, laboratori, performance, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche. La maggior parte degli appuntamenti saranno gratuiti.”
Contaminando gli studi di docenti universitari con i linguaggi artistici delle giovani generazioni di quelle periferie tanto amate da Pasolini, Scandiano vuole rendergli omaggio con un programma, quindi, che si svilupperà da ottobre 2015 ad aprile 2016, e che coinvolgerà attivamente non solo artisti, docenti universitari, intellettuali, politici, ma i tanti soggetti che operano nel territorio a livello culturale ed educativo, andando a intervenire sui luoghi del quotidiano oltrechè nei contenitori culturali per vocazione.

pasolini9Oltre a coinvolgere artisti di fama nazionale verranno attivati, infatti, laboratori e percorsi informativi/formativi rivolti ad un pubblico differenziato in collaborazione con Arci, Università del Tempo Libero, AUSL di Scandiano, Biblioteca Comunale ma anche gli Oratori, l’Istituto Comprensivo Gobetti, i centri Giovani Comunali, per avvicinare alle sue opere i ragazzi, i giovani a cui ha dedicato attenzione, interesse, preoccupazione per tutto l’arco della vita.

La programmazione prenderà ufficialmente il via sabato 31 ottobre con una tavola rotonda realizzata in collaborazione con il Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna dal titolo “Pasolini e la degradazione del linguaggio” che approfondirà e svilupperà le riflessioni fatte da Pasolini sui media e sul loro grandissimo potere nei confronti della società e dell’opinione pubblica, ancora oggi straordinariamente attuali e pertinenti. L’appuntamento si terrà dalle ore 9.30 alle 13 presso la Sala Casini a fianco del Centro Giovani di Scandiano (via Diaz 17). Il Sindaco di Scandiano Alessio Mammi e l’Assessore ai Saperi Alberto Pighini porteranno i saluti dell’Amministrazione, seguirà un intervento di Massimo Mezzetti, Assessore alla Cultura della Regione Emilia Romagna per entrare poi nel vivo dell’incontro che vedrà l’intervento di Gualtiero De Santi, Professore dell’Università di Urbino, studioso e critico letterario, dal titolo “Pasolini, linguaggio e potere”, l’intervento di Marco Vallora, Storico dell’arte e Professore di Estetica c/o il Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano, dal titolo “La re-gradazione nel linguaggio di P.P. Pasolini”, l’intervento di Anne-Violaine Houcke, ricercatrice di cinema all’Università Paris Ouest – Nanterre e borsista dell’Accademia di Francia a Roma, dal titolo “Il dispositivo cinematografico della Visione del Merda in Petrolio: la nuova Euresi (invenzione) della via di Torpignattara” e l’intervento del Dott. Roberto Chiesi, responsabile del Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna, dal titolo “Il linguaggio del sarcasmo borghese – da Porcile a Salò”. Gli interventi saranno arricchiti dalla proiezione di spezzoni tratti da interventi televisivi di P.P.Pasolini: “Sapere – L’uomo e la società” del 1968, “Pasolini e il pubblico” del 1970, “IIIB facciamo l’appello” del 1971 e “Italiani oggi – Controcampo” del 1974 di proprietà delle Teche Rai di Roma che hanno concesso l’autorizzazione al loro utilizzo.

In sala, durante tutta la mattinata, sarà presente Fabio Magnasciutti, illustratore e musicista, collaboratore dell’Unità e di Repubblica, docente presso l’Accademia dell’Illustrazione di Roma, curatore della videografica del programma televisivo “Che tempo che fa”, che animerà gli interventi con disegni dal vivo. Ad apertura della tavola rotonda verrà anche proiettato il video “ppp.mov” che Magnasciutti ha realizzato su Pasolini, scaricabile anche da youtube, alcune tavole tratte dal video saranno esposte dal 31 ottobre 2015 al 28 aprile 2016 presso l’ospedale Magati di Scandiano.

Mercoledì 4 novembre alle ore 21 all’interno della rassegna di cinema d’essai del Boiardo a cura di ATER – Associazione teatrale Emilia Romagna verrà proiettato il film “Pasolini” del regista Abel Ferrara con Willem Dafoe, Ninetto Davoli, Riccardo Scamarcio, Valerio Mastrandrea. Il film racconta l’ultimo giorno di vita di Pier Paolo Pasolini a Roma. Il poeta incontra prima il suo amante, un ragazzo che offre i suoi servizi sessuali a pagamento, con il quale si accorda per un incontro con altri “ragazzi di vita” per la sera successiva. Sullo sfondo, le preoccupazioni della famiglia che gli suggerisce di smettere di scrivere invettive contro il governo. Ma Pasolini vuole combattere le ingiustizie fino in fondo.

“Pasolini” è un film che non si può raccontare, perché nulla si svolge al suo interno eppure accade in continuazione qualcosa. L’impossibilità di narrazione non appartiene alla pellicola ma al regista setsso, che ‘ammette’ l’incapacità di restituire il vissuto del poeta. Perché ci sono cose, come sosteneva Pasolini e sostiene il suo doppio sullo schermo, che si vivono solo attraverso il corpo. Per quanto ci accaniamo a ricostruirle, immaginarle o interpretarle non sono più le stesse vissute attraverso un altro corpo. Ferrara denuncia subito lo scarto, la distanza che lo separa dal corpo reale del poeta friulano ed espone con pudore la difficoltà che ha incontrato. Un pudore commovente che dice bene del mistero, del mistero che è morto con Pasolini, di una continuità che si è interrotta con la sua morte. Se è vero che solo Pasolini poteva significare se stesso, nondimeno il regista lo mette in scena in un atto unico, aperto ai sensi e scaraventato dentro alla memoria e alle sue visioni personali. Ingresso unico alla proiezione € 4.

Martedì 17 novembre alle ore 20.30 presso l’oratorio san Filippo Neri di Chiesa Grande ci sarà la proiezione del film di P. P. Pasolini “Il vangelo secondo Matteo” con ingresso libero.
Il film è una fedele riproposizione del Vangelo secondo Matteo dal momento dell’Annunciazione alla Resurrezione di Gesù. Le tappe della vita di Gesù Cristo sono ripercorse senza variazioni nella storia, né cambiamenti anche testuali rispetto alla versione di san Matteo. Il “Vangelo” di Pasolini non intendeva mettere in discussione dogmatismi o miti, quanto far emergere l’idea della morte, uno dei temi fondamentali della sua poetica. Come negli altri film il regista si affida a un linguaggio sonoro ricercato per didascalizzare alcune delle vicende più significative del film. Ecco dunque la “Passione secondo Matteo” di Bach e soprattutto “La musica funebre massonica” di Mozart – che accompagna tutta la passione di Gesù – a suggellare la propria immagine della morte: un evento necessario, per niente eroico e soprattutto ineluttabile. Il “Vangelo”, come quello di Matteo, disegna una figura di Cristo più umana che divina, un uomo con moltissimi tratti di dolcezza e mitezza, che però reagisce con rabbia all’ipocrisia e alla falsità. Si tratta di un Cristo motivato dalla volontà di redenzione per coloro che subiscono le conseguenze della istituzionalizzazione della religione operata dai farisei che ne hanno fatto uno strumento di dominio politico e sociale. È un Cristo rivoluzionario che è venuto a portare la spada piuttosto che la pace.

Giovedì 3 dicembre in Sala Casini, in collaborazione con l’Università del Tempo Libero di Scandiano, alle ore 15 verrà proiettato il film di P.P.Pasolini “Uccellacci e uccellini” con Totò, Ninetto Davoli, Alfredo Bini. Ingresso libero. Come in tutte le favole, non c’è una storia ben definita in questo film: il pretesto narrativo è dato dalle considerazioni filosofiche (in chiave marxista) di un vecchio corvo che si rivolge a due uomini, padre (Totò) e figlio (Davoli). Il corvo sembra convincere il suo limitato pubblico con la saggezza delle sue parole, ma appena si presenta il problema della fame, gli “irragionevoli” umani gli tirano il collo e se lo mangiano.

Il mese di marzo 2016 vedrà la proposta di alcuni appuntamenti rivolti principalmente ai giovani del territorio. Si parte il 5 marzo, anniversario della nascita di Pasolini, con l’apposizione di una targa commemorativa sulla casa in cui egli visse nel 1935 e 1936 in via Corti 8, nel centro di Scandiano. Si prosegue, poi, nelle settimane seguenti, con la realizzazione di un laboratorio di street art-writing nel quale i ragazzi del territorio, sotto la guida di un operatore, creeranno un murales con il volto di Pasolini sul muro della stazione dei treni di Scandiano. Il laboratorio è in collaborazione con Arci all’interno del progetto “ON-Laboratorio creativo itinerante” e il Centro Giovani di Scandiano e continua gli interventi di street art già realizzati in questi anni all’interno e all’esterno del centro giovani di via Diaz, presso il Centro Diurno di Scandiano e presso il Circolo di Jano a Cà de Caroli. La scelta della stazione di Scandiano è stata dettata dalla volontà di lasciare un segno tangibile del passaggio di Pasolini che proprio da qui partiva per andare al liceo a Reggio Emilia negli anni della sua formazione.
Sempre in stazione verranno realizzate alcune letture di testi pasoliniani realizzate dai giovai che hanno aderito nei mesi scorsi al progetto “Chiamata alle arti” della compagnia teatrale Quinta Parete di Casalgrande. Sulla banchina, alle prime luci del mattino, proprio nei momenti in cui anche Pasolini prendeva il treno, verranno letti e interpretati brani tratti da alcuni dei suoi libri per gli studenti che a quell’ora prendono il treno per andare a scuola a Reggio.

La programmazione terminerà giovedì 28 aprile 2016 con lo spettacolo “Non c’è acqua più fresca” di Giuseppe Battiston per il Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia che verrà rappresentato presso il teatro Boiardo all’interno della stagione teatrale 2015-2016. Inizio dello spettacolo ore 21, costo del biglietto € 18 (intero), € 16 (ridotto). L’incontro del pluripremiato attore con Pierpaolo Pasolini, un viaggio di ritorno alla terra di temporali e primule, anche autobiografico, pensato per restituire la bellezza del grande laboratorio di poesia in lingua friulana di Pasolini e il suo spessore emozionale nella nostra memoria collettiva. Un mondo che lo spettacolo intende ricreare, attraverso una selezione di poesie, delineando una struttura drammaturgica che vuol essere soprattutto un contrappunto più leggero al grande dolore che queste poesie veicolano. Non un recital, ma uno spazio per le tante voci che popolano il mondo di Pasolini, in particolare la concretezza della gioventù, con i suoi desideri, la sua tenacia: sarà il tentativo di dare vita al sogno di quelle voci, di quelle presenze. E’ Battiston stesso che dice “…la prima volta che lessi le poesie in friulano di Pasolini ero un ragazzo, uno studente, le trovai difficili, le lasciai lì… Poi negli anni -  come accade spesso con le cose messe da parte o lasciate sul comodino -  ritornandoci, compresi perché, da ragazzo, inconsapevole, immaturo, forse, non mi era stato possibile comprendere quei versi, che invece parlavano a me dei miei luoghi, i luoghi della mia infanzia. Quelle parole così mie, quei suoni, proprio quelli di mio padre, quella lingua che si parlava a tavola, mi raccontavano quella terra di “primule e temporali”, di feste e sagre paesane, di vento, di corse in bicicletta a perdifiato, dell’avvicendarsi delle stagioni nel lavoro dei contadini. Insomma i miei ricordi invece di assumere i toni malinconici del passato, si sono ravvivati, fatti nuovi, simili a sogni, e ho così  immaginato di poter raccontare un aspetto di quella vita e di quel tempo che nella poesia di Pasolini si fanno memoria collettiva”.

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