MUNDUS, rassegna provinciale di musica etnica

La rassegna provinciale Mundus si riconferma uno degli appuntamenti più attesi di tutta l’estate sul territorio reggiano e non solo.
A Scandiano le date saranno 3, venerdì 6 luglio nel Parco del Castello di Arceto con Stefano Saletti & la banda Ikona (ingresso gratuito) in occasione della fiera di S.Luigi, martedì 24 luglio nel cortile della Rocca dei Boiardo (in caso di pioggia ci si sposta al Teatro Boiardo) con Metropolis di Frits Lang e Rita Marcotulli e Danilo Rea (ingresso Euro 8) e domenica 29 luglio sempre nel cortile della Rocca dei Boiardo (in caso di pioggia ci si sposta al Teatro Boiardo) con il gruppo mongolo degli Huun-Huur-Tu (ingresso Euro 8).

Quello di Stefano Saletti e della Banda Ikona sarà un concerto che diventa un Saletti e Banda Ikonacammino tra le strade del Mediterraneo da Lampedusa a Istanbul, da Tangeri a Lisbona a Jaffa, Sarajevo e Ventotene dove Saletti ha registrato suoni, rumori, radio, voci, spazi sonori. Partendo da tutto questo materiale ha composto un affresco sonoro che racconta il difficile dialogo tra la sponda nord e sud, i drammi dei migranti, la ricchezza, le speranze, il dolore che attraversano le strade del Mediterraneo.
In questo racconto in musica ha utilizzato il Sabir, la lingua del mare, dei porti, dei pescatori e dei marinai del Mediterraneo, la lingua del possibile dialogo, che unisce italiano, francese, spagnolo e arabo in un unico flusso sonoro. Il risultato è un affascinante folk world-mediterraneo, meticciato, una miscela ricca di ritmi e melodie, suggestioni e colori. Compagni di viaggio di Saletti, polistrumentista già fondatore dei Novalia che suona oud, bouzouki, saz baglama, chitarra ci sono i musicisti che da dieci anni fanno parte della Banda Ikona: Mario Rivera (bassista potente e creativo, leader degli Agricantus), Barbara Eramo (cantante tarantina impegnata in tanti progetti internazionali di world music e musica popolare), Giovanni Lo Cascio (percussioni e batteria nei Novalia e Agricantus e leader del progetto Aksak di musica balcanica).

Il 24 luglio nella bellissima cornice scenografica del cortile della Rocca dei Boiardo verrà proiettato il film Metropolis con il quale Rita Marcotulli e Danilo Rea dialogheranno in modo dinamico recependone le forze antagoniste e l’immaginario del regista Lang. Il film affronta con una visione futuristica il tema del lavoro e dell’oppressione, in una società divisa in un “mondo di sotto”, abitato dagli operai, ridotti a macchine da lavoro, e “un mondo di sopra”, abitato dai padroni. I due mondi entrano in conflitto, nell’eterna lotta per l’uguaglianza sociale, sotto la spinta distruttrice di un seducente robot-donna. La Marcotulli e Rea daranno vita a una colonna sonora dalla sorprendente potenza e ritmo, tra citazioni, brani originali, sul filo della improvvisazione colta e popolare ampliando, grazie alle note grondanti di energia, la visionarietà e l’aspetto robotico-elettrico-elettronico di questo grande capolavoro del cinema.

Quello del 29 luglio è sicuramente il concerto più etnico dell’intera rassegna provinciale, la musica degli Huun-Huur-Tu può venire descritta solo come profondamente misteriosa. Ciò come diretta conseguenza del loro stile di canto armonico, figlio di una tradizione secolare che discende dalla repubblica di Tuva, nell’Asia centrale. Una tecnica nella quale il cantante, sfruttando le risonanze che si creano nel tratto tra le corde vocali e la bocca, emette contemporaneamente la nota e l’armonico relativo. Questa tecnica (in inglese throat singing) permette lo sviluppo di un universo del suono unico e coinvolgente, ricco di armonici sopra e sotto la frequenza fondamentale. Un altro elemento peculiare del gruppo è l’utilizzo di strumenti tradizionali come l’igil, il byzaanchi, il khommuz, il doshpuluur e il tuyug. I membri di Huun-Huur-Tu si sono dedicati all’apprendimento di canzoni e di melodie antiche, ma allo stesso tempo le loro performance trovano risonanza anche nel mondo contemporaneo. Il percuotere ripetuto di una corda contro legno e pelle si trasforma in un disegno meditativo che sembra venire direttamente dall’avanguardia. I discendenti di isolati pastori siberiani estraggono una musica stranamente universale da alcuni dei fenomeni acustici più singolari di questo pianeta. Provenienti dai pascoli dei monti Altai nel sud della Siberia centrale, sono musicisti che hanno trascorso decenni a perfezionare il canto armonico, gli approcci strumentali e le canzoni vibranti della loro madre patria. Vestito in abiti tradizionali, l’ensemble si accompagna con strumenti a corda e percussioni, i cui ritmi sembrano evocare cavalcate nella steppa siberiana. I loro pezzi strettamente strutturati spesso imitano suoni naturali, di modo che una canzone può costituire una rappresentazione letterale di un paesaggio di Tuva.

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