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dal 1860 al 1943

Unità d'Italia e Liberazione


Dopo la fuga da Modena del duca Francesco , del giugno del 1859, la nostra Comunità partecipò, con due suoi rappresentanti i cittadini Giovanni Vecchi e Diego Vallisneri, all'Assemblea sovrana delle Provincie modenesi. L'11 e il 12 marzo 1860 il popolo scandianese sancì con un Plebiscito che ottenne il 95% dei suffragi l'annessione al Regno di Sardegna.
Negli anni che seguirono il Comune fu quasi sempre amministrato dal blocco moderato. Solo nell'agosto del 1859 il comune fu conquistato dagli uomini della sinistra. Il comune rimase nelle mani della sinistra fino alle elezioni del 27 luglio 1902 vinte, ancora una volta, dai moderati. I socialisti, guidati da Luigi Ghiacci tornarono a governare il Comune dopo la vittoria del 24 ottobre 1920. Negli anni che seguirono numerose furono le violenze dei fascisti, anche mortali, ai danni dei socialisti. La Giunta socialista fu estromessa con violenza nell'agosto 1922. Nello stesso anno fu assassinato dai fascisti l'Assessore Umberto Romoli. Il Municipio fu occupato, fu nominato un Commissario prefettizio e chieste le dimissioni del Sindaco, della Giunta e di tutti i componenti del Consiglio Comunale.

Negli anni che seguirono non venne mai meno, tra la nostra gente, l'opposizione ideologica alla dittatura fascista. Molti nostri concittadini furono costretti ad emigrare in Francia. Durante l'ultimo conflitto l'opposizione degli scandianesi alla dittatura si fece sempre più acuta per trasformarsi poi, dopo il 25 luglio 1943, in vera e propria lotta armata. La causa della Resistenza ebbe, fin dai primi momenti l'adesione e
la partecipazione attiva di gran parte della nostra popolazione che operò, con ogni mezzo, a fianco dei Partigiani.

Vista del Teatro Boiardo distrutto nel 1944



Ultimo aggiornamento: 12/15/2004